Chiamata per contributi: Multilinguismo: Linguaggio, potere e conoscenza

Ricevo da Renato Corsetti e Paolo Valore e volentieri pubblico:

Multilinguismo:
Linguaggio, potere e conoscenza

Palazzo Feltrinelli
Gargnano del Garda (Brescia)
24 – 25 giugno 2011

Temi
1. Linguaggio e potere. L’’atteggiamento gerarchico che induce i ricercatori
a servirsi di una stessa lingua naturale limita l’’equità fra ricercatori
appartenenti a comunità linguistiche diverse e/o condiziona i contenuti
della ricerca scientifica e culturale?

2. Multilinguismo e filosofia. Qual è il rapporto che intercorre fra i temi
di ricerca in filosofia ed il linguaggio in cui vengono svolti (il
linguaggio del ricercatore e/o il linguaggio che questi sceglie oppure è
costretto ad adottare)? La traduzione di questioni e di testi, in filosofia,
comporta limitazioni o arricchimenti?

3. Plurilinguismo e capacità cognitive. La capacità di valersi regolarmente
di più d’una lingua incide sulle prestazioni relative ad abilità cognitive
che vanno al di là delle capacità linguistiche stesse?

4. Il caso delle lingue pianificate ed artificiali. Una lingua costruita
(conlang) è d’’ausilio alla protezione della parità linguistica all’interno
di contesti multilinguistici quali l’Unione Europea? Il caso di parlanti
madrelingua di conlang offre un controesempio al principale paradigma della
linguistica e della filosofia del linguaggio contemporanee? La costruzione
e/o l’’uso di conlang implica questioni squisitamente filosofiche, quali
tassonomie categoriali ed assunzioni ontologiche, o, ancora, utopici ideali
logici, politici ed artistici?

Patrocinio
Dipartimento di Filosofia, Università degli studi di Milano
FEI. Federazione esperantista italiana
ELF. Observatoire «économie langues formation», Université de Genève
CELE. Centre d’études linguistiques pour l’Europe
GSPL. Società di Linguistica Italiana: Gruppo di Studio sulle Politiche
Linguistiche
InKoj. Interlingvistikaj Kajeroj. An Academic Journal on Planned and
Artificial Languages

Direzione scientifica
Paolo Valore (Dipartimento di Filosofia, Università degli studi di Milano)

Comitato scientifico
Davide Astori (Dipartimento di Filologia Classica e Medioevale, Università
degli studi di Parma)
Renato Corsetti (Università degli studi di Roma “La Sapienza” & Presidente
della FEI)
Gabriele Iannaccaro (Dipartimento di Scienze umane per la comunicazione,
Università degli studi di Milano Bicocca)
Michele Gazzola (ETI. École de traduction et d’interprétation, Université de
Genève)
Fabrizio Pennacchietti (Dipartimento di Orientalistica, Università degli
studi di Torino)
Renato Pettoello (Dipartimento di Filosofia, Università degli studi di
Milano)

Comitato organizzativo
Ettore Brocca, Gianmarco Brunialti Masera, Leonardo Caffo, Nadia Moro, Mauro
Viganò

Come proporre un intervento
Il testo dell’’intervento dovrà essere non superiore alle 20 pagine di
lunghezza ed includere un abstract di 200 parole max. Dovrà essere originale
ed inedito, e pervenire entro il 29 maggio 2011 all’indirizzo
. Si accetteranno documenti in formato doc
(Word) e pdf. I testi potranno essere redatti in francese, inglese, italiano
e tedesco.
I contributi verranno pubblicati in un volume patrocinato dall’’Università
degli studi di Milano

Maggiori informazioni, anche in inglese, francese, tedesco ed esperanto sul sito ufficiale.

Interlinguistica per filosofi, osservazioni

Oggi ho fatto la prima di un ciclo di cinque lezioni su pianificazione e politiche linguistiche, interlinguistica ed esperantologia alla laurea specialistica in filosofia dell’Università di Milano, invitato dall’amico e collega Paolo Valore. Sono emerse alcune osservazioni interessanti non solo per i partecipanti, e quindi le riporto qui.

Intanto: perché un filosofo dovrebbe (o potrebbe) interessarsi a queste materie? Se consideriamo la filosofia come una costruzione di linguaggi, cioè il linguaggio che costruisco mi serve per ottenere i miei risultati filosofici, allora vedere quanto delle lingue storiche-naturali è naturale (derivato dal nostro programma biologico) e quanto invece è costruzione, artificio, può essere interessante. Esperimento mentale: se Kant o Hegel avessero costruito le loro filosofie in Inghilterra o in Francia, avrebbero usato gli stessi termini, o sarebbe cambiato qualcosa nei loro metodi e risultati, solo per il
fatto che non pensavano in tedesco ma in inglese o francese?

Come sempre, inizio con una mappa mentale intitolata che cos’è
una lingua (la riporto in foto qui sopra), prima di introdurre i termini tecnici in uso nella comunità scientifica dei (socio)linguisti. Mi è arrivata a un certo punto una domanda che non mi ero posto prima, da parte di Andrea Fontana (uno studente esperantista che conosco da un po’ di tempo e che ha deciso di seguire il ciclo): perché non uso l’espressione “lingua etnica”?

A me l’idea che una lingua sia etnica sembra profondamente sbagliata. Una lingua
infatti è legata a filo doppio non con un etnos ma con un demos. Esempio: se sono un italiano nato in Italia figlio di genitori italiani ma cresciuto dall’età di 3 mesi a quella di 18 anni a Tokio, farò parte dell’etnos italiano e del demos giapponese
(incidentalmente, il mio senso di appartenenza rispetto all’italiano o al giapponese è una variabile indipendente dal mio livello di competenza linguistica). Se così non fosse, in quanto etnicamente italiano non potrei imparare da parlante nativo il giapponese, e così naturalmente non è.

Un’altra osservazione importante riguarda il fenomeno delle commutazioni di codice pesanti. Il caso è uno studente Erasmus che nella comunità di studenti esteri in un paese europeo si trovano a fare un campionato di calcio, e parlano una specie di inglese con molti innesti di spagnolo e di bulgaro, le tue comunità linguistiche prevalenti nel campus. Che cosa parlano? Direi, a occhio, una specie di pidgin. Nel rispondergli, mi sono reso conto che non ho trattato — nemmeno in maniera contrastiva — il fenomeno dei pidgin e creoli nel mio manuale di interlinguistica, se non in una breve nota. Mi chiedo oggi se tale omissione sia stata una scelta corretta o no. Altro ambito che non ho sfiorato, sempre per contrasto, è quello delle lingue dei segni. Me lo appunto come nota per una eventuale nuova edizione.

Infine, uno degli studenti ha riconosciuto nel pomodoro (il contaminuti che
uso per regolare il ritmo lezione/pausa) la tecnica del pomodoro.

Sono tutte soddisfazioni.

Locandina rivista InKoj

Come forse sapete, è uscito il primo numero di una rivista che mi vede direttore scientifico fondatore1. Ecco qua la bella locandina. Stampate ed appendete!

1 Non sono più direttore scientifico perché ho scelto di lasciare la rivista per divergenze non risolvibili nella co-conduzione con gli altri due attuali direttori e co-fondatori, Paolo Valore e Massimo Rizzardini.

Nasce la Rivista Italiana di Filosofia Analitica Junior

Ricevo e volentieri pubblico:

Rivista Italiana di Filosofia Analitica Junior

Nasce la Rivista Italiana di Filosofia Analitica Junior, la prima
rivista di filosofia analitica italiana gestita da studenti e rivolta
a laureandi e giovani ricercatori attivi nei vari settori della
filosofia analitica (ontologia formale, semantica, filosofia del
linguaggio, della logica e della mente, metafisica ed estetica
analitica).

DIREZIONE E SCOPO:

La Rivista Italiana di Filosofia Analitica Junior nasce nel Gennaio
2010 da un’idea di Ettore Brocca e Leonardo Caffo che hanno ritenuto
opportuno intraprendere un progetto studentesco, aperto e comune.

Rivista Italiana — Punto di partenza di questa iniziativa è la
constatazione della carenza, nel panorama dell’editoria filosofica
italiana, di pubblicazioni studentesche volte a diffondere ricerche di
stampo analitico riguardo le discipline caratterizzate da questo tipo
di taglio: filosofia del linguaggio e della mente, semantica e
ontologia formali, logica, estetica analitica e filosofia della
scienza.

Filosofia Analitica — La rivista si rivolge essenzialmente agli
interessati di filosofia analitica. Il solo denominatore comune sarà
dunque nient’altro che la presenza di una forma argomentativa nella
divulgazione e la giustificazione delle proprie tesi come corredo
indispensabile dell’elaborazione discorsiva. Fondamentali per gli
intenti della rivista saranno: la sincerità, l’apertura mentale,
l’onestà intellettuale e il rispetto per gli orientamenti diversi dal
proprio.

Junior — La rivista pubblicherà articoli di soli studenti e
dottorandi. Ricercatori e docenti del comitato scientifico saranno
invece garanti del contenuto di tali articoli. La rivista è una
palestra d’avvio alla ricerca e non un punto d’arrivo.

Consuetudine — Per garantire competenza e assoluta imparzialità nella
valutazione dei contenuti, e inoltre per evitare qualsiasi equivoco,
la redazione s’impegna, oltre che a far valutare la qualità dei lavori
al proprio comitato scientifico, anche a non scrivere essa stessa gli
articoli che saranno poi pubblicati. I redattori parteciperanno
comunque attraverso altri tipi di contributi (interviste, editoriali e
recensioni)

Per Contributi al numero zero cliccate qui. Potete iscrivervi anche al
nostro gruppo facebook.

[ISSN 2037-4445 Peer Review Journal]

Free summer school at Carnegie Mellon

FYI

Carnegie Mellon Summer School in Logic and Formal Epistemology

In the summer of 2010, the Department of Philosophy at Carnegie Mellon
University will hold a three-week summer school in logic and formal
epistemology for promising undergraduates in philosophy, mathematics,
computer science, linguistics, and other sciences.

The goals are to

o introduce students to cross-disciplinary fields of research at an
early stage in their career; and
o forge lasting links between the various disciplines.

The summer school will be held from Monday, June 7 to Friday, June 25,
2010. There will be morning and afternoon lectures and daily problem
sessions, as well as outings and social events.

The summer school is free. That is, we will provide

o full tuition, and
o dormitory accommodations on the Carnegie Mellon campus.

So students need only pay round trip travel to Pittsburgh and living
expenses while there. There are no grades, and the courses do not
provide formal course credit.

Instructions for applying can be found on the summer school web page,

http://www.phil.cmu.edu/summerschool

Materials must be received by the Philosophy Department by March 15,
2010.

This year’s topics are:

Logic and Scientific Inquiry
Monday, June 7 to Friday, June 11
Instructor: Clark Glymour

Computability and Foundations
Monday, June 14 to Friday, June 18
Instructor: Wilfried Sieg

Philosophical Logic and Formal Epistemology
Monday, June 21 to Friday, June 25
Instructor: Horacio Arlo-Costa

The summer school is open to undergraduates, as well as to students
who will have just completed their first year of graduate school.
Applicants need not be US citizens. There is a $20 nonrefundable
application fee.

Inquiries may be directed to Jeremy Avigad (avigad@cmu.edu).

Uscito il libro Fondamenti di interlinguistica ed esperantologia

copertina-risoluzione-webE’ uscito il libro di testo del laboratorio che tengo all’Università degli Studi di Milano, il quale ha come titolo Fondamenti di interlinguistica ed esperantologia, Raffaello Cortina Editore.

Gli studenti del laboratorio di interlinguistica per filosofi lo possono trovare alla Libreria Cortina Milano in Largo Richini, di fronte al cortile del Filarete in Festa del Perdono.

Tutti gli interessati possono anche ordinarlo direttamente presso l’editore.

Contestualmente ho cancellato tutti i materiali relativi al seminario Lingua e Artificio, perché resi obsoleti dal libro.

Avviso per gli studenti di Interlinguistica

mappa-dialogica-linguaA partire da martedì prossimo il laboratorio di Interlinguistica per filosofi avrà luogo dalle ore 10:00 precise per finire alle 11:45. Questo per rendere più agevole lo spostamento alla sede di via S. Antonio dove subito dopo ha luogo il corso tenuto dal prof. Paolo Valore.