Borse di studio per tesi di laurea magistrale a Lucca

Ricevo da Paola Inverardi e volentieri pubblico:

Si comunica che La Fondazione Lucchese per l’Alta Formazione e la Ricerca (FLAFR) assegnerà n. 3 borse premio di 2.500 euro lordi per lo svolgimento di tesi di laurea magistrale. Possono partecipare studenti iscritti a corsi di laurea magistrale (nelle classi di economia, fisica, informatica, ingegneria, matematica o statistica) che intendono conseguire il relativo titolo di studio entro il 31 ottobre 2014.

Le tesi di laurea dovranno essere attinenti a uno dei seguenti temi:

  • Crisi e innovazione
  • Modelli, metodologie e strumenti software per lo sviluppo e l’analisi di sistemi ICT
  • Modelli e metodologie per l’analisi delle reti complesse e loro applicazione
  • Metodologie e strumenti software per l’analisi e il controllo di sistemi dinamici

Per l’intero periodo di stesura della tesi, i borsisti avranno la possibilità di usufruire a titolo gratuito dell’alloggio – se disponibile – e della mensa presso il Campus universitario di Lucca, nonché di frequentarne la biblioteca e i laboratori di ricerca.

La Fondazione Lucchese per l’Alta Formazione e la Ricerca opera per il dispiegamento e la crescita delle energie culturali, sociali ed economiche della comunità locale, promuovendo e sostenendo iniziative di alta formazione e di ricerca, anche applicata, rivolte allo sviluppo delle capacitàtecnico-scientifiche, professionali, manageriali ed imprenditoriali e da realizzare nel territorio provinciale.

Il termine per la presentazione della domanda è l’8 Novembre 2013.

Per ulteriori informazioni in merito a requisiti di ammissibilità, modalità di iscrizione e procedura di valutazione, si veda http://www.fondazioneluccheseafr.it/borse_tesi.html, oppure si contatti borse_tesi@fondazioneluccheseafr.it.

Mi sono laureato… e adesso la mia tesi dove la pubblico?

Ormai sempre più spesso gli studenti in procinto di laurearsi o dopo essersi ripresi dai baccanali postlaurea mi chiedono come possono salvare il loro lavoro dall’oblio. Certamente mettere la tesi su internet è una buona idea, non costa nulla ed è salva in eterno.

Ma come fare? Per prima cosa, dovete avere tutta la tesi in un unico file PDF. Lo so che avendo usato un word processor (Microsoft o OpenOffice o LibreOffice non cambia molto) e avete messo i numeri romani nella prefazione, e allora per non impazzire avete fatto due file .DOC. Un ultimo sforzo e smanettando un po’ potete ottenere un file unico. Già che ci siete, riducete le interlinee da 2 — come vogliono molti Atenei italiani — a 1, e fate risparmiare un po’ di carta ai vostri lettori.

A questo punto, il consiglio è di aprirvi un account su Scribd. Provatelo. E’ un social network integrato molto bene con Facebook, Twitter e tutto il resto. Leggetevi la recensione su questo blog dedicato ai social network. Ci sono altri luoghi per pubblicare, come il database internazionale delle tesi di biblioteconomia, ma sono più specialistici.

Il mio consiglio è di pubblicare la tesi in licenza Creative Commons — a meno che non ci siano dei vincoli con i vostri Atenei, controllate sui siti; e in quel caso, cambiate il titolo e mettete due righe di prefazione e aggirate il problema. Con Creative Commons potete pubblicare su più posti senza preoccuparvi. Se volete mantenere il diritto di farci dei soldi, scegliete la licenza opportuna, per esempio Attribuzione – Non commerciale 2.5 Italia (CC BY-NC 2.5). Il sito italiano è fatto bene, navigatelo per capire bene di cosa si tratta.

Se invece volete avere una copia stampata in stampa digitale su richiesta (print on-demand), purtroppo non ci sono editori italiani specializzati. Il sito di Tesi On Line è rimasto all’era giurassica del web, verificatelo da soli. Un buon editore europeo — interfaccia in inglese, francese, oltre che tedesco, è Grin Verlag. La stampa è di qualità, e potete guadagnare da ogni copia venduta. Il prezzo di copertina è un po’ alto. Secondo me è meglio di Lulu perché è specifico sull’ambito didattico e di ricerca.

Esperienze simili a Grin in Italia ci sono ma solo per le pubblicazioni di ricerca grigie, come dispense, libri di testo, o altre cose simili — se mi sbaglio sono felice: smentitemi commentando questo post o contattandomi per mail o sui social network.

In Italia sostiene fortemente l’accesso aperto (open access) compatibile con Creative Commons la Firenze University Press. Provate a dare un’occhiata alla sezione sulle tesi e dissertazioni dottorali nella comunità internazionale di studenti aperti openstudents.

Un altro editore interessante, specie per l’integrazione con il mondo ebook, è Accademia University Press di Torino, che ha pubblicato il libro Senti che bel rumore, che racconta un anno di lotta della Rete 29 Aprile in difesa della università pubblica.

Lunedì prossimo 30 maggio andrò a Torino, Palazzo Nuovo, Via S. Ottavio 20, Torino aula 38 per la presentazione, poi vi racconterò.

Nova diplomverko pri propedeutika valoro de Esperanto

Informcele:

La 31-an de majo 2010 en Jekaterinburg juna studentino Arina Osipova diplomighis pri la temo “Propedeu’tika rolo de Esperanto en lernado de la germana lingvo”. Shi studis en la Urala shtata pedagogia universitato (UShPU), instituto de fremdaj lingvoj. Arina preskauu’ ne diskonigis informon pri temo de sia diplomverko, tial nur hazarde oni povis informighi pri la bonega fakto.

Kiel rakontis mem Osipova, jam profesia instruistino de la germana, shi lernis Esperanton antauu’ kvar jaroj, kaj kiam venis tempo elekti temon de diplomverko, shi decidis kunigi Esperanton kaj la studadon. Arina multe interesighas ghuste pri propedeu’tiko, tial komence shi volis pristudi nur ghin – kiel Esperanto ghenerale helpas lerni lingvojn, ne iun konkretan. Sed dekanino de shia fakultato estis ege kontrau’ Esperanto (“En la mondo estas tro da problemoj pri la normalaj lingvoj, kaj vi alshovas la artefaritan!” – citajho). Do lau’ la dekanino oni povas okupighi pri Esperanto nur hobi-nivele, sed ne scienc-cele.

Tial baza problemo estis trovi sciencan gvidanton de la diplomverko – pedagogoj en UShPU jen timis la temon char nenion sciis, jen ne vidis sencon okupighi pri tio. Klarighis ankau’, ke inter la lingvistoj ekzistas opinio, ke propedeu’tika rolo de Esperanto estas memevidenta kaj oni ne devas ion ajn pruvi chi-rilate. Krome lau’ ili ne necesas enkonduki Esperanton en altlernejojn kiel devigan studobjekton, char la latina tute bone plenumas rolon de Esperanto.

Post la diplomigho Arina ankau’ intencintus farighi aspiranto, sed kun chi tiu temo la afero estas malreala – oni ne lasos shin doktorighi chi-prie. Shi diris, ke antau’ jardeko iu en hprovis skribi sciencan verkon pri Esperanto, sed malsukcese.

Arina ricevis kiel gvidanto instruistinon de la franca, kiu iam lernis Esperanton, sed rilatas al ghi ne serioze. Krome shi ne regas la germanan (pri kiu chefe temas en la verko de Arina). Tial Osipova devis fakte labori memstare, la gvidantino helpis nur pri stilaj nuancoj kaj organizaj aferoj.

Arina laboris dum du jaroj. Pasintjare sxh analizis E-rusan vortaron de A.Shevchenko, kaj krome uzis etimologian vortaron de Esperanto – shi serchadis germanajn radikojn en E-vortoj. Osipova faris jenan eksperimenton: shi proponis al 22 esperantistoj kun malsama E-lingvokono kaj nenioma rego de la germana traduki el la germana apartajn vortojn, apartajn frazojn kaj malgrandan tekston. Por la tuta traduko shi liveris al eksperimentatoj 45 minutojn. Rezulte de la traduka laboro evidentighis, ke la hipotezo pri la propedeu’tika estis plene konfirmita kaj la celo – atingita.

Osipova ricevis plej altan poenton, recenzo estis pozitiva kaj sen korektoj au’ rimarkoj. La atesta komisiono ghenerale rilatis neu’trale, sed faris bazajn demandojn – kial Esperanto sed ne la angla, chu Esperanto helpis lerni la germanan, chu Esperanto estas ie lernata kiel studobjekto. Krome oni petis ke Arina diru ion en Esperanto – shi citis la unuajn kvar versojn de zamenhofa “La Espero”.

Do brava Arina Osipova meritas admirojn pro persistemo, gratulojn pro la diplomigho kaj dankojn pro sia kontribuo al diskonigo de Esperanto inter uralaj lingvistoj.

G.Arosev