Un weekend di corsa ma non solo

Ieri sono andato a correre al Parco Sempione e ho fatto circa 6.00 passi. Ho calcolato il perimetro esterno del Parco: stando aderente alla cancellata, e costeggiando il più possibile vicino la Triennale e il Castello, il perimetro è lungo 4,5 km. Il che significa che ho fatto 5 km. partendo da via Bertani e arrivando, doppiandolo, all’anfiteatro dell’Arco della Pace. I5 km in 30 minuti. Prestazione non rilevante, rispetto ai miei standard, ma neanche da trascurare.

Soprattutto tenendo conto del fatto che questo finesettimana ero a Canzo, a correre al lago del Segrino, con Luca Speciani: 14 km di corsa sabato (con pause!) e 10 km domenica, tra una cosa e l’altra. Non avevo mai corso in un gruppo, per di più con professionisti e amatori di lunga data, e devo dire che è stata una bellissima esperienza: sono stati tutti disponibilissimi, pazienti e molto, molto incoraggianti. Al punto che sabato ho fatto il mio personale sui 5 km: 28’18”, quindi con una media di 5’40″/km – domenica, un po’ spezzato come tutti dalla gara ad eliminazione del mattino, ho girato 4 km in 25’49”, di cui l’ultimo km a 5’26”.

“Un capolavoro” mi ha detto Luca, che mi ha conquistato con la sua disarmante semplicità e simpatia, costellata di una raffica irrefrenabile di barzellette, che mai avrei sospettato leggendo il suo giustamente serissimo blog. E devo ringraziare anche il gabbiano Paolo Dossena, sempre incoraggiante, e i miei due compagni di stanza Davide e Maurizio, che mi hanno fatto rivivere quello stare in compagnia in stanza che non vivevo da quando ero adolescente! Ma erano tutti e tutte carinissimi, veramente. Di rado ho trovato un gruppo così positivo e affiatato fin da subito. La corsa vissuta così è una meraviglia, perfettamente compatibile con il mio amato qi gong, e complementare.

Ma non solo corsa. Mia moglie ha scoperto la dieta GIFT (pronuncia: ‘ghift’) prima dell’estate e, pur applicandola con qualche errore (scoperto nel weekend, per l’appunto) è la prima estate che non siamo ingrassati di un etto! Adesso che ho tormentato Luca e Antonella Carini su vita e miracoli della loro dieta, si riprende con ancora più consapevolezza e convinzione. Per chi vuol saperne di più, oltre a consultare il sito, può prendere la guida pratica alla dieta GIFT di Tecniche Nuove.

Un nuovo passo alla mia corsa

Stamattina, ore 7:50, sono andato a correre in solitaria al Parco Sempione, con il mio limite minimo attuale di 37 minuti. Nuovo record personale: 42 minuti, 7095 passi. Ho fatto tutto il perimetro esterno del Parco in 21 minuti secchi, poi ho completato all’interno. Ero molto, molto soddisfatto di me. Sentivo però che le mie scarpe Spalding non erano più adatte. Al pomeriggio avevo l’appuntamento con la mia osteopata, Caroline Althaus, che mi ha detto che va tutto bene, non ci sono tensioni eccessive: importantissimo fare streching sia prima che dopo, morbidamente, per evitare contratture ai muscoli. Mi ha detto anche che la corsa rinforza di più i muscoli posteriori della schiena rispetto a quelli anteriori del torace e della pancia, perciò – nel mio caso – urge un programma di addominali per riequilibrare le catene muscolari. Il trattamento mi ha sbloccato la mia solita vertebra D6, e il principio è il seguente: più le catene antero-posteriori saranno in equilibrio, più la D6 mi ringrazierà. E mi ha spedito subito a comprarmi un paio di scarpe serie.

Così sono andato a Koala Sport, dove mi hanno fatto provare “tre paia di scarpe neutre, perché il primo paio di scarpe da running, scoprirai tu dopo che tipo di appoggio hai”. Così dixit l’uomo che mi ha servito, un signore sorridente evidentemente corridore da lunga data. Per dare l’idea, a Koala Sport ci sono delle bacheche in vetrina con delle scarpe da corsa distrutte dall’uso, a mo’ di trofei… “Neutre” vuol dire senza particolari correzioni per pronazione o supinazione (se si è neutri, è il massimo). Mi ha fatto provare tre marche: Nike, Adidas e Saucony. “Ognuno si trova a suo agio con un paio, e con gli altri no. Provale.” Nel mio caso specifico, l’innamoramento del piede è avvenuto immediatamente, senza esitazioni, per la Saucony (modello Grid Launch), una marca a me sconosciuta. “Americana, che da 110 anni fa solo scarpe da running,” mi viene spiegato (le Nike proprio non mi stavano le Adidas così così).

Abbiamo chiacchierato un po’ e ho scoperto che faccio parte del “gruppo dei diecimila,” quelli che iniziano a correre per dimagrire, dove il medico gli ha detto – come ho già qui raccontato – che devo fare 10.000 passi al giorno e, intolleranze del latte a parte, il resto andrà a posto da sé (infatti l’insulina e la glicemia sono okay, quest’ultima grazie alla dieta Gift che seguo da tre mesi circa, per scoprire poi che è la dieta del podista!). Mi ha detto che “non è niente male partire da 6 minuti e in pochi mesi arrivare a 42.” Ho scoperto inoltre che, se è giusto impostare il passo nel contapassi a 60-70 cm, bisogna tener conto però che correndo un passo corrisponde, per una persona della mia altezza (175 cm), a un metro o anche 1 metro e 10 cm. Perciò oggi ho fatto più di 7 km, quando credevo di averne fatti “solo” 4,6 (!) A questo punto, quando registrerò i miei dati sulla corsa, non metto più il chilometraggio, tanto basta prendere il numero di passi e fare l’equazione rozza, ma efficace, ‘1 passo = 1 metro’. Tutti caratteri in meno per il solito limite dei 140 dei social network…

Dopo il trattamento osteopatico, , sono troppo stanco per correre, ma domani mattina… non vedo l’ora di provarle, le mie scarpe nuove!

Blogging vs. microblogging

Si è ripreso a lavorare e il blog non sarà più monotematico sulla corsa.

Ho deciso di rivedere le mie politiche di pubblicazione: insight sulla corsa continueranno a essere postati sul blog, mentre i report giornalieri verranno ridotti a 140 caratteri e postati tramite ping.fm su Twitter, Facebook, Plaxo e LinkedIn.

Il motivo è che corro quasi tutti i giorni ora, e questo sbilancerebbe troppo il blog. Grazie a tutti per l’attenzione.

Ritorno a Milano di corsa

Se ieri sono corso verso Santa Libera a Calice con la luna dietro le montagne i miei 31 minuti verso tardo pomeriggio, con grande soddisfazione, stasera, alle 20:00, mi sono buttato nel Parco Sempione a Milano senza grandi attese. E invece… Sorpresone: decine di corridori, l’aria frizzantina della sera, e l’Arco della Pace che finalmente torna a farsi vedere dai milanesi. Oramai i 31 minuti sono standard.

Liguria tra mare e montagna

La Liguria è un luogo da scoprire. Ieri, dopo una poco soddisfacente corsa con le scarpe nuove (le suole non mentono mai) siamo andati su a Recco per il sentiero dei due pallini rossi fino a Pian Marino, il bosco era incantevole, magici giochi di luce si aprivano su alberi nodosi che sembravano Barbalberi (7.000 passi di nordic walking). E soprattutto era fresco! Giú al mare c’era un po’ d’onda, e ancora alle 17 si moriva di caldo.

Oggi giornata marina per evitare ammutinamenti dei bimbi… sono anni che vedo corridori lungo l’aurelia, cosí stamane, tardi, alle 11, mi sono gettato da Borgio fino a Pietra e rutorno, 26 minuti per 4.400 passi. La brezza marina aiuta e mitiga il riverbero dell’asfalto, molto caldo. Il percorso è piú bello a Borgio, comunque il massimo è stato tuffarsi in acqua subito dopo la corsa: il miglior defatigamento possibile! Rinfresca, ossigena i tessuti e rilassa tutti i muscoli.

Bella la Liguria, dove nare e montagna si incontrano a mezz’ora di automobile.

Alla ricerca di uno stile di corsa

Oggi prima corsa mattutina a Calice Ligure, nella Via Vecchia. 25 minuti per soli 3.900 passi: la differenza è dovuta al fatto di aver sollevato un po’ le ginocchia, così da appoggiare il mediopiede anziché il tallone. Risultato: nessuna tensione ai polpacci né all’inguine, cosa per me tipica. Il merito è di una lettura, Correre sani di Paula Coates, un ottimo vademecum per l’autoanalisi della corsa. Io, che ho poca tonicità addominale e un po’ di lordosi (leggi: culo in fuori) posso correggere alzando di più le ginocchia.

Per aiutarmi sulle braccia, ho visualizzato i bastoncini da marcia finlandese, e devo dire che mi ha aiutato, soprattutto nelle salite. Anche il defatigamento è stato molto più semplice del solito.

Pomeriggio 4.000 passi di marcia finlandese nel bosco del Melogno, alla ricerca di un po’ di fresco.