Impressioni dal webinar di ieri sera su insegnalo.it con Mauro Sandrini

Ieri sera ho partecipato al primo incontro webinar di Insegnalo.it sul selfpublishing, relatore Mauro Sandrini, ben noto nel mondo degli ebook in Italia. Mauro è quello che negli States sarebbe chiamato un ebook evangelist: il suo Elogio degli ebook l’ha fatto conoscere a tutti gli interessati prima che gli ebook diventassero di moda, quando eravamo nella prima fase (“ti ignorano”); adesso stiamo passando dalla seconda (“ti deridono”) alla terza (“ti combattono”). Dobbiamo ancora vincere.

Non conoscevo la piattaforma di social e-learning insegnalo.it e devo dire che è semplice ma ben fatta: con Adobe Connect, si vedevano le slide di Mauro, si sentiva la sua voce, e poi si chattavano le domande che lui leggeva e commentava. Non grandissima l’interazione, d’altra parte è inevitabile che l’incontro introduttivo sia frontale e poco di laboratorio, perché si gettano le fondamenta per il resto.

Molte delle belle cose dette da Mauro, frutto della sua esperienza di quasi un anno dal lancio dell’Elogio, sono valide per tutti coloro che vogliono diffondere le proprie idee su questo web in cui le reti sociali diventano sempre più centrali. Provo a riassumere:

  • Scordatevi di fare soldi con gli ebook. Non direttamente, almeno. L’ebook è un volano per qualcosa d’altro. E’ chiaro che Mauro ha in mente soprattutto la saggistica, non la narrativa. In realtà, anche sulla narrativa vale questo: perfino Joanna Penn, il cui Pentecost è un bestseller dell’ebook autoprodotto, si è costruita un blog molto professionale dove fa la consulente di scrittura creativa.
  • Ognuno di noi ha delle reti sociali (off line e on line) da cui partire: chi per amicizia per esempio legge il tuo ebook potrebbe spedirti un commento, e poi l’autore valuta se richiedere di poterlo pubblicare sul blog dell’ebook stesso – se è una sviolinata, è inutile o dannoso, ovviamente.
  • Recepire, non spingere: non inviate il libro a chi non l’ha richiesto, non chiedete insistentemente recensioni. Aggiungo io: essendo pronti ad accettare cosa arriva, anche se non è positivo; io ho chiesto cortesemente a Mattia Nicchio di recensire la mia opera prima, Mary Everest e il Mistero del Pantelegrafo, e lo ha — ahimè giustamente — vivisezionato.
  • I lettori sono lettori, non clienti: si può instaurare un rapporto di fiducia e di affetto tra l’autore e i propri 25 manzoniani lettori tramite i social network. Più Twitter di Facebook, devo dire, che trovo sempre più dispersivo.

Chi ha perso il webinar, può farsi un’idea guardandoselo in differita.

Quello che mi è mancato è una disamina dei casi studio come l’Elogio: in percentuale, su che canale ha avuto più successo? Amazon.it? Ultimabooks.it? Si vendono di più PDF o ePub? E il cartaceo?

In generale, la mia impressione è che bisogna andare su un doppio canale, cartaceo e digitale.

Per i libri accademici, per esempio, dovrebbe essere così. Prima li leggo a stampa, perché i diagrammi scientifici sul formato epub sono orribili, e leggere un PDF su un Kindle o simili ebook reader è da spararsi: l’iPad di Apple segna un buon punto a suo favore, da questo punto di vista, nonostante non sia un vero ebook reader ma un giocattolone. Poi ovviamente in digitale cerco i punti che mi interessano, copio brani per le citazioni, e altre cose. Insomma, il libro acquisisce una doppia natura e una doppia modalità di lettura.

L’altra questione ancora aperta — che nessuno discute — secondo me è il prezzo.

Tempo fa scrissi a
Jeff Bezos una lettera (cartacea), a cui mi ha risposto tramite segretaria, con una modesta proposta: far pagare l’ebook di autori non famosi un centesimo a location (una location corrisponde a una cartella, o una pagina, nel mondo della stampa). Il libro è lungo 123 location? Costerà 1,23 euro. Non gli è piaciuta. Pazienza. Magari piacerà a qualcun altro…

Molte domande dei partecipanti riguardavano gli aspetti tecnici di creazione dei formati epub e mobi. Mauro giustamente ha detto che sarà l’argomento di altri incontri, e sostiene che chi scrive non deve fare il tipografo digitale, basta pagare un poco per far fare un prodotto professionale. Comunque è sintomatico: sono tutti schiavi dell’idea del wordprocessor — non importa se di Microsoft o software libero! — tanto è vero che erano tutti entusiasti di un consiglio su un wordprocessor ad hoc, Atlantis.

Io continuo a pensare che ragionare in maniera più astratta, sui contenuti, valga la pena. Questa è la filosofia dietro LaTeX. A un livello più alto di astrazione, ancora, che genera un ottimo LaTeX, ci sono due editor commerciali interessanti: Ulysses, che ha il vantaggio della semplicità e della traduzione in italiano o Scrivener, che ha il vantaggio della completezza — per i miei gusti, un po’ troppo complesso, preferisco la semplicità. Entrambi vengono usati da professionisti della scrittura.

La curva di apprendimento di LaTeX è alta all’inizio, ma ripaga grandemente. Questi strumenti invece usano linguaggi di MarkUp di una semplicità strabiliante: andate a vedervi i video tutorial per farvi un’idea.

Fuori dall’area italiana, la tendenza è proprio far usare linguaggi di tipografia semplici ma efficaci, dove lo scrittore scrive, non impagina. Per esempioLean Publishing richiede come sorgenti il formato MarkDown, un linguaggio di typesetting semplicissimo, che tutti usano per modificare Wikipedia, e che richiede una o due giornate massimo di apprendimento. L’idea di Lean Publishing di pubblicare l’ebook mentre viene scritto e chi lo compra prima paga meno è semplicemente geniale.

Comunque, questa degli ebook è un’avventura bellissima.

Oggi, chi vuole davvero diventare uno scrittore non ha scuse: deve solo decidersi e diventarlo!

Un accademico a #Librinnovando

Venerdì scorso ho partecipato come uditore a Librinnovando 2011, contagiato dall’entusiasmo sul mondo degli ebook da Mauro Sandrini che mi ha folgorato con il suo Elogio degli ebook.

Ho appena autopubblicato un romanzo breve di fantascienza intitolato Mary Everest e il Mistero del Pantelegrafo con Narcissus SBF che a mio avviso hanno fatto centro. Chi mi segue sa che ho avuto il mio bel da fare a convertire il LaTeX in ePub. E si tratta di un testo senza formule matematiche… Be’, ho scoperto che Il Mulino ha un percorso specifico di produzione per LaTeX, e che Springer ci sta lavorando. Il che, francamente, fa piacere.

Non è di certo un problema solo mio. Infatti, uno spazio notevole della giornata è stato dedicato al settore educational, dalla scuola all’Università, dove gli ebook sembrano più promettenti. Anche se in alcune comunicazioni più che di ebook si trattava dei buoni vecchi ipermedia che studiavo a Scienze della Comunicazione negli anni 1990 — solo con il web in più.

La giornata è stata per me molto interessante, perché non mi capita spesso di partecipare a convegni non accademici. In generale l’organizzazione è stata più che buona: peccato mancassero i fondamentali coffee break dove conosci le persone faccia a faccia.

In parte la cosa è stata compensata dall’uso per me intensivo di Twitter: l’hashtag #Librinnovando è diventato top nella giornata! Era buffo: un po’ ricordava i vecchi bigliettini di scuola, quando parlavi alle spalle dei prof, un po’ ci si twittava da una stanza all’altra con esperienza di bilocazione, un po’ ancora si facevano domande ai relatori, peraltro non raccolte (ma non era stato pensato in precedenza).

Sicuramente il settore è vivace, c’è fermento, ci sono idee, ci sono esperienze da condividere, anche insuccessi, a volte.

Bello, bello. Ho imparato molto. Peccato aver perso la sessione sui BookBloggers, pazienza.

Alla prossim@!

Adventures from LaTeX to epub: a follow up

This is a follow up of a previous post. Please read the first post before if you didn’t already.

There were a couple of problems in publishing my selfpublished ePub from LaTeX with SPF Narcissus. They are really kind and professional! Substantially, the validation tool of Sigil is not good enough for the metadata. It is far better to validate through Three Press, which gives a sharp check of your file.

What I had to do was to convert my TeX source file through SimpleTeX4ht in XHTML as a single file, and then split chapters manually in Sigil. An hour work, not more, not less.

I had to modify metadata, in particular author, title, language, and checking TOC, which is still not perfect but valid.

Next time I will do even better…

How to make an ePub from LaTeX

Please also check the follow up post, there are some important updates to this small guide!

I’ve got interested in the production of ePub from LaTeX, and I realized that this topic is surprisingly not well covered yet on the web by now, so I will share my experience here. The goal was to publish a short story, called Mary Everest and the Mystery of the Pantelegraph (a steampunk short story written in Italian and currently under translation) which I have written in XeLaTeX for more font flexibility.

Of course, all with free software. No licences, no dependencies on third parts. Only you, your text, your ability and enthusiasm!

Caveat: the main limit in my current experience is that there is no math formulas in my short story, and so I couldn’t really test how ePub cope with this known problem. Anyhow.

First, after writing the first draft on pen and paper (warmly suggested if you are used to academic writing!) I put into bits & LaTeX through my beloved Aquamacs (Emacs clone for Mac).

Then, I converted all the source in XHTML by SimpleTeX4ht.

Then, you should import your XHTML files into Sigil, the best ePub editor I’ve found. Not all editors let you edit the source, in most cases they call them “editors” but they are really only batch converters (!). With Sigil you can keep your text in control.

Finally, while not strictly needed, if you want to convert your ePub in a Mobi (for Kindles, for instance) you can always use Calibre, a very good ebook manager for your reader.