In bocca al werewolf

Oggi ricevo una lettera dal gruppo di lavoro attorno al fondatore della Tecnica del Pomodoro, che molti di voi hanno visto e usato con me.

Il Team si trasferisce a Berlino
Siamo arrivati all’ultima FCcomLetter in italiano.

Da inizio ottobre saremo operativi a Berlino. Il progetto “trasferimento a Berlino” è già iniziato e procede a ritmo di pomodori.

Il team si impegnerà da subito a sviluppare a livello europeo le nostre attività. Nel 2012 svilupperemo in tutta Europa la Anti-IF School – a breve saranno pronte le date del Tour Anti-IF e stiamo già pensando al programma di Anti-IF Lecture -, i nuovi programmi formativi e di incontro della Pomodoro Technique, attraverso il Software Production Institute cercheremo di coinvolgere studenti di tutta Europa in attività formative e di ricerca.

[…]

Continueremo a dare aggiornamenti sulle nostre attività attraverso la FCcomLetter in inglese. Abbiamo deciso di puntare su questa edizione perché vogliamo entrare in pieno nello spirito europeo e la lingua inglese ci dà la possibilità di comunicare in modo uguale con ogni paese dell’Unione; e perché vogliamo essere più reattivi e far contribuire persone di diverse nazionalità alla sua redazione.

Fateci un grosso “in bocca al lupo!” Ne abbiamo bisogno🙂

–Francesco

Io ho grande stima di Francesco e gli faccio un in bocca al lupo di tutto cuore. Anzi, un in bocca al werewolf, con Pomodoro Technique, Anti-IF Instute, Software Production School e tutta l’allegra banda.

È evidente la scelta strategica dell’inglese per la newsletter. Ma non raccontiamoci palle sullo “spirito europeo” e l’inglese che “ci dà la possibilità di comunicare in maniera eguale” in Europa. L’inglese non rende gli europei uguali. Li rende di serie A (madrelingua), serie B (popoli del nord, con lingue sorelle), e di serie C (noi).

La realtà è molto diversa. Primo: l’informatica è nata parlando inglese con Alan Turing e John von Neumann, ed essendo i progetti di Francesco rivolti a informatici colti (in tutti i sensi) presuppongono l’inglese.

Benissimo.

Ma gli europei non sono tutti uguali. Prova a discutere con un inglese madrelingua e te ne accorgerai.

No, Francesco.

La via giusta, veramente europea, è una newsletter multilingue: inglese sì, italiano sì, tedesco sì, e avanti così a seconda delle comunità anti-IF che si formeranno.

In fondo ti trasferisci a Berlino, mica a Londra.

O no?

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