Mi sono laureato… e adesso la mia tesi dove la pubblico?

Ormai sempre più spesso gli studenti in procinto di laurearsi o dopo essersi ripresi dai baccanali postlaurea mi chiedono come possono salvare il loro lavoro dall’oblio. Certamente mettere la tesi su internet è una buona idea, non costa nulla ed è salva in eterno.

Ma come fare? Per prima cosa, dovete avere tutta la tesi in un unico file PDF. Lo so che avendo usato un word processor (Microsoft o OpenOffice o LibreOffice non cambia molto) e avete messo i numeri romani nella prefazione, e allora per non impazzire avete fatto due file .DOC. Un ultimo sforzo e smanettando un po’ potete ottenere un file unico. Già che ci siete, riducete le interlinee da 2 — come vogliono molti Atenei italiani — a 1, e fate risparmiare un po’ di carta ai vostri lettori.

A questo punto, il consiglio è di aprirvi un account su Scribd. Provatelo. E’ un social network integrato molto bene con Facebook, Twitter e tutto il resto. Leggetevi la recensione su questo blog dedicato ai social network. Ci sono altri luoghi per pubblicare, come il database internazionale delle tesi di biblioteconomia, ma sono più specialistici.

Il mio consiglio è di pubblicare la tesi in licenza Creative Commons — a meno che non ci siano dei vincoli con i vostri Atenei, controllate sui siti; e in quel caso, cambiate il titolo e mettete due righe di prefazione e aggirate il problema. Con Creative Commons potete pubblicare su più posti senza preoccuparvi. Se volete mantenere il diritto di farci dei soldi, scegliete la licenza opportuna, per esempio Attribuzione – Non commerciale 2.5 Italia (CC BY-NC 2.5). Il sito italiano è fatto bene, navigatelo per capire bene di cosa si tratta.

Se invece volete avere una copia stampata in stampa digitale su richiesta (print on-demand), purtroppo non ci sono editori italiani specializzati. Il sito di Tesi On Line è rimasto all’era giurassica del web, verificatelo da soli. Un buon editore europeo — interfaccia in inglese, francese, oltre che tedesco, è Grin Verlag. La stampa è di qualità, e potete guadagnare da ogni copia venduta. Il prezzo di copertina è un po’ alto. Secondo me è meglio di Lulu perché è specifico sull’ambito didattico e di ricerca.

Esperienze simili a Grin in Italia ci sono ma solo per le pubblicazioni di ricerca grigie, come dispense, libri di testo, o altre cose simili — se mi sbaglio sono felice: smentitemi commentando questo post o contattandomi per mail o sui social network.

In Italia sostiene fortemente l’accesso aperto (open access) compatibile con Creative Commons la Firenze University Press. Provate a dare un’occhiata alla sezione sulle tesi e dissertazioni dottorali nella comunità internazionale di studenti aperti openstudents.

Un altro editore interessante, specie per l’integrazione con il mondo ebook, è Accademia University Press di Torino, che ha pubblicato il libro Senti che bel rumore, che racconta un anno di lotta della Rete 29 Aprile in difesa della università pubblica.

Lunedì prossimo 30 maggio andrò a Torino, Palazzo Nuovo, Via S. Ottavio 20, Torino aula 38 per la presentazione, poi vi racconterò.

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