Il lupo d’argento. Capitolo primo. 1-2

‘Guardatelo, il bamboccio che voleva giocare alla guerra!’ urlò un soldataccio dalla barba rossiccia e unta di grasso e vino. I suoi compari, riuniti attorno al fuoco a giocare a dadi, scoppiarono in una risata fragorosa tutti insieme. Hildebrand lo fulminò con lo sguardo. Il rosso smise di ridere, e con lui tutti gli altri.
‘Chi ti credi di essere? Ti ridurrò a carne per i cani!’ Si era alzato, un po’ barcollante, e aveva messo mano all’elsa della spada.
‘Davvero?’ disse Hildebrand, la voce ferma, glaciale. Caricò la balestra con un rumore secco.
‘Devi solo provarci,’ lo sfidò. Ma prima che quello potesse muoversi, sparò il suo dardo veloce e micidiale. L’uomo spalancò gli occhi per il terrore. Era a circa sei passi da Hildebrand, e non poteva certo raggiungerlo con la spada. Ma il dardo non era diretto a lui, si rese conto d’un tratto. Si era conficcato esattamente nel dado che aveva appena lanciato.

‘Non giocare troppo con la tua vita,’ gli disse. ‘Potresti perderla, così come perdi al gioco.’ Il suo sorriso era un ghigno. Uno dei compagni intervenne. ‘Il ragazzo ha ragione… ti ha fatto un favore, adesso non possiamo più spennarti come un pollo!’ La sgangherata compagnia del rosso scoppiò in un’altra risata fragorosa. Ma il rosso non sembrava intenzionato a mollare, adesso più che mai, e continuava ad avvicinarsi, lo sguardo annebbiato e violento insieme. Hildebrand continuava a camminare, e stava calcolando se buttarsi dietro la tenda, in caso di un assalto, o fintare e rotolare dietro il fuoco e il gruppo di soldati.

‘Finitela!’ Era stato Bernardus a parlare. ‘Portategli rispetto. È stato ammesso al cospetto del nostro signore, che gli ha concesso una promessa.’ Parlava a voce alta, così che tutti potessero sentirlo bene.

‘Avremo bisogno di tutte le nostre forze quando il nemico sarà alle porte dell’accampamento. Non voglio perdere nessun guerriero nostro alleato, che faccia parte dell’ accampamento oppure no.’ Un brusio di stupore serpeggiò tra i soldati del duca. Così giovane? Una promessa del duca? Qual era il segreto di quel ragazzo? Cosa aveva lui che loro non avevano?

Hildebrand ringraziò Bernardus con un cenno, e questi ricambiò impercettibilmente, lo sguardo grave, con un velo di tristezza. Era evidente che non era affatto d’accordo con le decisioni prese dal duca. Ma non avrebbe mai osato contraddirlo. La fedeltà per lui era un punto d’onore. Anche per Hildebrand, aveva ragione di crederlo.

Gli avrebbe dimostrato il suo valore, in un modo o nell’altro. Così sperava Bernhard. Ma Hildebrand aveva già preso la sua decisione. Sarebbe entrato nella Foresta Nera, e avrebbe affrontato i suoi abitanti, alla ricerca del loro re. Così pensava mentre usciva dall’accampamento, accompagnato dal silenzio dei soldati, che non si azzardavano più a prenderlo in giro per la sua giovane età.

Continua…

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