Un nuovo passo alla mia corsa

Stamattina, ore 7:50, sono andato a correre in solitaria al Parco Sempione, con il mio limite minimo attuale di 37 minuti. Nuovo record personale: 42 minuti, 7095 passi. Ho fatto tutto il perimetro esterno del Parco in 21 minuti secchi, poi ho completato all’interno. Ero molto, molto soddisfatto di me. Sentivo però che le mie scarpe Spalding non erano più adatte. Al pomeriggio avevo l’appuntamento con la mia osteopata, Caroline Althaus, che mi ha detto che va tutto bene, non ci sono tensioni eccessive: importantissimo fare streching sia prima che dopo, morbidamente, per evitare contratture ai muscoli. Mi ha detto anche che la corsa rinforza di più i muscoli posteriori della schiena rispetto a quelli anteriori del torace e della pancia, perciò – nel mio caso – urge un programma di addominali per riequilibrare le catene muscolari. Il trattamento mi ha sbloccato la mia solita vertebra D6, e il principio è il seguente: più le catene antero-posteriori saranno in equilibrio, più la D6 mi ringrazierà. E mi ha spedito subito a comprarmi un paio di scarpe serie.

Così sono andato a Koala Sport, dove mi hanno fatto provare “tre paia di scarpe neutre, perché il primo paio di scarpe da running, scoprirai tu dopo che tipo di appoggio hai”. Così dixit l’uomo che mi ha servito, un signore sorridente evidentemente corridore da lunga data. Per dare l’idea, a Koala Sport ci sono delle bacheche in vetrina con delle scarpe da corsa distrutte dall’uso, a mo’ di trofei… “Neutre” vuol dire senza particolari correzioni per pronazione o supinazione (se si è neutri, è il massimo). Mi ha fatto provare tre marche: Nike, Adidas e Saucony. “Ognuno si trova a suo agio con un paio, e con gli altri no. Provale.” Nel mio caso specifico, l’innamoramento del piede è avvenuto immediatamente, senza esitazioni, per la Saucony (modello Grid Launch), una marca a me sconosciuta. “Americana, che da 110 anni fa solo scarpe da running,” mi viene spiegato (le Nike proprio non mi stavano le Adidas così così).

Abbiamo chiacchierato un po’ e ho scoperto che faccio parte del “gruppo dei diecimila,” quelli che iniziano a correre per dimagrire, dove il medico gli ha detto – come ho già qui raccontato – che devo fare 10.000 passi al giorno e, intolleranze del latte a parte, il resto andrà a posto da sé (infatti l’insulina e la glicemia sono okay, quest’ultima grazie alla dieta Gift che seguo da tre mesi circa, per scoprire poi che è la dieta del podista!). Mi ha detto che “non è niente male partire da 6 minuti e in pochi mesi arrivare a 42.” Ho scoperto inoltre che, se è giusto impostare il passo nel contapassi a 60-70 cm, bisogna tener conto però che correndo un passo corrisponde, per una persona della mia altezza (175 cm), a un metro o anche 1 metro e 10 cm. Perciò oggi ho fatto più di 7 km, quando credevo di averne fatti “solo” 4,6 (!) A questo punto, quando registrerò i miei dati sulla corsa, non metto più il chilometraggio, tanto basta prendere il numero di passi e fare l’equazione rozza, ma efficace, ‘1 passo = 1 metro’. Tutti caratteri in meno per il solito limite dei 140 dei social network…

Dopo il trattamento osteopatico, , sono troppo stanco per correre, ma domani mattina… non vedo l’ora di provarle, le mie scarpe nuove!

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