Il mio vicino Totoro in italiano: recensione


Dopo vent’anni di attesa, ce l’abbiamo fatta a goderci il capolavoro di Miyazaki in italiano! Oggi sono andato a vederlo con mia figlia — la sua prima volta davanti al grande schermo — ed è stata una grandissima emozione per tutti e due (fu il primo film che lei abbia mai visto da quando è nata, in giapponese). Il lavoro di doppiaggio e traduzione è stato ben fatto, le canzoncine in apertura e chiusura rendono bene come nell’originale.

(Avviso, di qui, anticipazioni sul contenuto) Un paio di manchevolezze sole ho riscontrato: manca un sottotitolo sulla scritta in giapponese “mei” quando il gattobus mostra la sua disponibilità ad aiutare Satsuki, che inspiegabilmente viene chiamato prima “autobus gatto” e poi “gatto autobus” quando il conio gattobus è attestato da anni nella comunità dei fan italiani. Ma la cosa più grave è la tripla traduzione di korokoruske, le fuliggini che tanto hanno importanza nella poetica miyazakiana, che dapprima vengono chiamati “nerini del buio”, traduzione meravigliosa, perché rende la poeticità di questi piccoli kami, poi “corri-fuliggini” da parte della nonnina (?) e infine “spiriti” dal papà. Incomprensibile, visto che sono sempre korokoruske nell’originale. Ma pazienza: il capolavoro di Miyazaki nel complesso mantiene la sua delicatezza anche nella versione italiana.

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