Io sono un onironauta

Il collare della tigre - Ponte alle Grazie

Il collare della tigre - Ponte alle Grazie

Ieri sera sono stato alla presentazione del primo libro di Cristobal Jodorowsky, alla Feltrinelli di Milano in piazza Piemonte. È stato un evento alquanto emozionante, Cristobal non si è risparmiato, si è dato al pubblico, che è rimasto molto colpito, specialmente dalla lettura dei Tarocchi.

Ho scoperto che sono un onironauta, cioè una persona in grado di accorgersi nei sogni che sta sognando, e quindi di agire sul mondo onirico coscientemente, senza esserne in balia.

Ho scoperto che esistono delle tecniche specifiche per acquisire tale capacità – Cristobal nel libro dà delle indicazioni; viene anche chiamato sogno lucido, ed esiste addirittura un manuale di testo libero sull’argomento, anche se purtroppo la traduzione dall’originale inglese è stata abbandonata. Ecco come viene descritto ne Il collare della tigre a pagina 222:

I sogni hanno sempre fatto parte della mia vita familiare e della mia educazione, sin dall’infanzia. Alejandro ci ha iniziato e guidato alla loro scoperta, facendoci conoscere libri affascinanti che ci svelano tecniche utili per controllarli, come Studies in Dreams di Arnold Foster, che già nel 1921 descriveva pratiche interessantissime di sogni lucidi, o la mitica opera di Hervey de Saint-Denis che, nel 1867, pubblicò I sogni e il modo di dirigerli. Il termine “sogno lucido” fu utilizzato per la prima volta dallo psichiatra olandese Frederick van Eedn in uno studio del 1898, in cui descrive la propria capacità di rendersi cosciente dei suoi stessi sogni. Al giorno d’oggi l’esistenza del sogno lucido è accettata come una realtà, ma già Aristotele, nel IV secolo a.C., aveva scritto che nel sogno esiste un tipo di coscienza preposta a segnalarci che quanto sta accadendo non è reale; o meglio, non fa parte del nostro mondo fisico quotidiano. In molte culture millenarie tale questione era già stata posta come un tema fondamentale della vita spirituale: si pensi a quella babilonese, egizia, israelita, persiana, indù, cinese o tibetana.

Sembra che tutti abbiamo da bambini questa facoltà ma che solo pochi fortunati la mantengono anche in età adulta. Come me. Il fatto è che per me è naturale come sognare. Per riuscirci, io semplicemente mi predispongo, fisicamente e psicologicamente, al momento di coricarmi. Consiglio di tenere sul comodino un quaderno per scrivere il tutto appena sveglio. È una cosa che faccio di tanto in tanto, non sistematica, con periodi molto produttivi e periodi di riposo onirico. A volte la potenza onirica è tale che mi sveglio con il sogno lucido anche senza essermi preparato!

Insomma, io supponevo che tutti lo sapessero fare a piacimento, invece ho scoperto che non è così, e mi fa piacere che esistano delle tecniche per imparare: è bellissimo parlare con i personaggi del proprio inconscio, si impara a conoscersi su un altro piano di realtà. Lo consiglio a tutti.

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